Omaggio e saluto al coro dei “Laudesi Umbri di Spoleto”

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Sabato 19 maggio 2012 il Coro Jacopo da Bologna ha ricambiato l’ospitalita’ offerta a suo tempo dal coro Laudesi Umbri di Spoleto.Nell’accogliente cittadina di Castel san Pietro ci siamo incontrati nella Chiesa del Santuario del Crocefisso in pieno centro;noi del coro ospite abbiamo aperto la rassegna di canti sacri iniziando con il suggestivo canto “de la crudel morte del Cristo”con l’ ingresso dei coristi, reggenti una candela ,dopo che tutte le luci della chiesa erano state opportunamente spente.
Sono seguiti poi “l’ave Maria di Arcadelt “ed un brano delle Petite Messe di Rossini il “Cum Sancto Spiritu”; abbiamo poi dato spazio al coro dei Laudesi Umbri di Spoleto.
Non piu’ di una trentina di voci maschili e femminili, in un preciso rapporto di uno a uno,voci ben temprate scelte,potenti, armonizzate ed amalgamate perfettamente tra loro.
Un concerto di canti sacri scelti per il loro contenuto appositamente improntato a celebrare la Gloria del Signore Gesu’ nel Giorno precedente la domenica, festa dell’ascensione di Nostro Signore.
Ho seguito i primi canti un po distratto seguendo i miei pensieri, vagando con lo sguardo sulle pareti della chiesa che ci ospitava,cercando di tradurre le scritte in lingua latina ed osservando gli altri coristi seduti nel transetto a fianco e di fronte a me e poi le prime file del pubblico intervenuto e i coristi ospiti, che pero’ non potevo osservare in viso in quanto seduto in una posizione defilata,ma poi l’orecchio ha cominciato ad ascoltare, quasi automaticamente, la musica bellissima che si effondeva con serena armonia per tutta la chiesa;un frate francescano ,con tocco da esperto organista, suscitava dall’organo quei suoni che avevano richiamato la mia attenzione, dapprima sulla musica e poi sul canto a cui facevano da accompagnamento,una successione di brani prevalentemente ,con mia sorpresa, di autori del secolo scorso(pensavo ad un repertorio prevalentemente riferito al tre quattrocento o prima ancora,tenendo conto che il coro dei Laudesi ha iniziato la propria attivita’ volgendo il proprio interesse proprio alle antiche laudi umbre) ma di questi ne sono stati presentati solo due, ed uno dell’ottocento.
Ma la musica bella non ha eta’ e questi canti mi hanno via via coinvolto non solo perche’ belli come testo (uno era il cantico delle Creature di San Franceso stesso) ma proprio per la musicalita’ con cui il frate concertatore eseguiva le varie fasi dei brani musicali, poi per la commovente interpretazione data dai coristi, dalla loro perfetta vocalita’,sotto la guida del Maestro del coro, Padre Antonio Giannoni, frate francescano anch’esso che, come avrebbe poi osservato nel breve commento finale l’anziano parroco del Santuario del Crocefisso , non dirigeva soltanto ,ma contemporaneamente alla direzione del coro, il suo gesto era una autentica, partecipata preghiera.
E cosi fino al termine del programma ,la mia attenzione è stata presa totalmente da questa musica , che immancabilmente coinvolge chi ascolta quando è con l’anima interpretata e cantata da una parte, e con l’anima ascoltata dall’altra parte , anime pronte e preparate a lasciarsi coinvolgere da quel quid che unisce la sensibilita’ musicale di uditori ed esecutori.
Mi sono guardato intorno ed ho visto negli occhi degli amici vicini lo stesso godimento che provavo io stesso ,la stessa attenzione ,non è esagerato definirlo una stato di estasi!
Non poteva che essere cosi ,perchè questi colleghi di canto ed amici Umbri, portano nei propri geni una lunghissima tradizione culturale che coinvolge tutte le arti, in primis la poesia e la musica, due espressioni culturali da secoli presenti nella stupenda terra d’Umbria, che sono tra loro inscindibili. In particolare,proprio questo tipo di musica sacra , cosi consona a quella terra ed alle genti che la popolano nasce ed ha radici da quel misticismo ,forse presente in quella terra da tempo immemorabile ,che è stato poi storicamente inaugurato, diciamo “ufficialmente “ dall’opera di San Benedetto da Norcia ed alimentato e poi proseguito da San Francesco e tra i poeti uno solo ne cito,il grandissimo Jacopone da Todi.
Essi hanno lasciato in quelle terre, una tradizione di grande spiritualita’ espressa e strettamente coinvolta tra i testi poetici,il canto e le composizioni musicali a questi sottintesi.
Un ora di musica in cui abbiamo liberato il nostro spirito da quelle catene pesanti che ci legano e ci ancorano alla nostra materialita’, ai piccoli e grandi problemi di salute, agli interessi pecuniari, alle reciproche incomprensioni, ai multiformi problemi reali ,oggettivi,e a quei non pochi problemi che noi stessi ci creiamo, quasi masochisticamente andandoceli a cercare…quasi drogati da tanti inutili disagi.Un’ ora che ha medicato le ferite piccole e grandi delle nostre anime riportate nelle battaglie quotidiane, a cui si aggiungono tante pesanti notizie di cronaca, come i fatti di Puglia, gli omicidi- suicidi ,spaventosi attentati, tutti questi , tragici gesti consequenziali allo sbando di tante coscienze ,prive di quella semplice educazione al bello, alla verita’, all’amore per se e per gli altri,intrinseco a quella cultura che nell’Umbria di San Francesco ha le sue piu’profonde origini.
A questi drammi,maligni frutti di una umanita’ abbandonata a se stessa ed alle scelte di un micidiale libero arbitrio, si aggiungono anche i drammi,questi certo non voluti dagli uomini,i terremoti, che in drammatica successione, continuano a massacrare questa povera Italia …….Al termine del concerto mi sono sentito sereno’, ho sentito un intima soddisfazione,per quella musica e quei canti che sono medicina dell’anima( Opportuna la citazione di Platone riportata a tergo del programma “La musica è la migliore medicina dell’Anima”) e Platone di anima se ne intende , mi sono sentito fortunato,per quella educazione avuta in famiglia e nella scuola che mi hanno indirizzato verso questi valori!
E cosi ho osservato tutti con occhio benigno, con amore ,quello vero ,che fa amare negli altri il fratello e la sorella,perchè gli altri, il nostro prossimo, sono esseri che hanno bisogno di aiuto, di benevolenza, di comprensione di ascolto, sono fragili …. come noi….anche noi vorremmo che gli altri provassero per noi stessi questi sentimenti ! I laudesi cantori di Umbria, ci hanno insegnato con le Parole di San Francesco come si deve amare l’altro,e lo hanno insegnato con quei carmi e quella musica,vera medicina per le anime ,e ne avrebbero bisogno anche quelle di coloro che non si sentono bisognosi di questo tipo di cure !
Peccato che presto si ritorni alla dura routine di ogni giorno!Davvero una bella serata, quella che sabato sera ci è stata offerta da questi cantori di Spoleto, che meritano davvero un grande applauso ed un grande ringraziamento!La musica , la poesia, le arti in generale, la cultura in sintesi, possono trasformare un bruto in un angelo!Siate perfetti come lo è il Padre vostro che è nei cieli!
Se è il Cristo che ci dice questo non puo’ che essere verita’ assoluta ,ma questo invito sottintende un pericolo : cosi come si puo’ e si deve salire verso la perfezione ,vi è il rischio di discendere sempre piu’ in profondita’ nel male, qualora si scelga la via sbagliata ,perchè ogni uomo puo’ concepire un male infintamente grande e metterlo via via in pratica:non c’è limite alla ascesi ed alla perfezione, ma all’opposto non c’è limite alla caduta,l’abisso dell’abiezione non ha fondo!Al termine del concerto dopo uno scambio di doni tra i cori : un disegno del nostro Giorgo Rocca da parte del coro Jacopo da Bologna ed una ceramica umbra da parte del coro dei Laudesi, tutti coinvolti da questa rilassata, gioviale atmosfera, siamo scesi ,percorrendo una stradina buia e sassosa in allegria, fino ad un ambiente direi coerente con l’ essenzialita’ Francescana, dove era stata approntata una sala in cui ci è stato servito un pranzo caratterizzato da quei cibi semplici e tradizionali delle nostre terre bolognesi, cibi semplici è vero, ma molto gustosi ,accompagnati da ottimi vini.
Abbiamo concluso la divertente serata ,ringraziando i nostri simpaticissimi amici del coro i coniugi Loretta e Santo Lazzara che con il nostro Direttore Antonio Ammaccapane sono stati gli inappuntabili artefici ed organizzatori dell’incontro;un particolare festeggiamento è stato dedicato a Loretta per il suo compleanno coincidente con la serata musicale, Loretta che da tutti noi è tenuta in grande considerazione per la sua amabilissima semplicita’. per la sua bellezza”e per la bravura di cantante.

Fiore Enrico, basso

Bologna 22 maggio 2012

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