Archive for aprile 2011

Domenica 8 maggio a Montovolo (Riola di Vergato)

29 aprile 2011

Concerto corale pomeridiano, ore 15

In programma brani di Palestrina, Vivaldi, Mozart, Verdi, Webber e altri

Soprano solista Satomi Yanagibashi
All’organo Roberto Bonato
Dirige Antonio Ammaccapane

Il coro latino

8 aprile 2011

Seneca, campione di stoicismo

(dal nostro amico dott. Enrico Fiore, basso e latinista)

Pochi giorni or sono leggendo “Le lettere a Lucilio” di Lucio Anneo Seneca mi sono imbattuto in una bella descrizione di un coro e orchestra dell’epoca.(Siamo nei primi 7 decenni  dopo la nascita di Cristo). Nella lettera, esattamente la prima del XI libro, il Grande Filosofo sostiene come l’intellettuale deve saper ben equilibrare il tempo utilizzato a leggere e quello dedicato alla scrittura; tra le due operazioni vi deve essere una assoluta Armonia  e per meglio chiarire il concetto parla dell’armonia del coro in cui voci maschili e femminili di vario timbro magistralmente amalgamate insieme ai suoni di molti e diversi strumenti musicali dal loro complesso insieme, se ben dirette creano una perfetta  armonia che ne rende assolutamente piacevole l’ascolto.
Ed ecco come si esprime Lucio Seneca: “…Non vides, quam multorum vocibus chorus constet? una tamen ex omnibus redditur. Aliqua acuta est, aliqua gravis, aliqua media; accedunt viris feminae, interponnuntur tibiae; singulorum illic latent voces, omnium apparent. De choro dico, quem veteres philosophi noverant. In commissionibus nostris plus cantorum est quam in theatris olim spectatorum fuit: cum omnes vias ordo canentium implevit et cavea aenatoribus cincta est et ex pulpito omne tibiarum genus organorumque consonuit, fit concentus ex dissonis.”

La traduzione: “Pensa alle molte voci da cui risulta un coro. Pure tutte insieme rendono una voce sola; vi e’ qualche voce acuta, qualche altra bassa ed altre ancora medie, si aggiungono poi alle voci degli uomini quelle delle donne e vi si frammischiano inoltre anche le voci dei flauti; ma le voci dei singoli scompaiono e si sente un unico suono della totalita’. Parlo dei cori che i nostri antichi filosofi conoscevano. Vi sono nelle gare canore di oggi piu’ cantori che non vi fossero una volta spettatori nei teatri: quando le file dei coristi riempiono tutte le scalee, la cavea è tutta cinta da suonatori di tromba,e dalla scena si  leva il suono di ogni genere di flauti ed altri strumenti, si forma dai diversi suoni un armonioso concento.”

Appare chiaro che fin da quei lontani tempi gia’ esisteva la polifonia e d i cori erano accompagnati da vere e proprie orchestre con varieta’ di strumenti.E dalla descrizione che viene fatta quando i coristi occupano le scalee e l’orchestra il parterre, mi sembra  che non vi sia proprio nulla di diverso tra noi e quei nostri colleghi di un tempo lontano; avranno avuto anche loro il testo musicale e le parole relative da cantare;  anche per loro vi saranno state tante prove in cui ritrovarsi anche a ridere e scherzare ma che poi  sotto la guida ferrea del Maestro avrebbero condotto a quella progressiva  perfezione nell’esecuzione da strappare l’applauso del grande Seneca. (Enrico Fiore)